In questa pagina riportiamo brevemente il
significato delle parole regionali o dialettali
presenti nel sito. Nonostante i nostri sforzi sappiamo di non poter
offrire una informazione completa sui termini
regionali e dialettali.
Lapillo,
Lapillo Vattuto Prima
che il cemento armato e i mattoni diventassero l'unico modo di
costruire una casa, le abitazioni dell'isola d'Ischia erano realizzate con le diverse varietà di pietra locale: il
leggero e friabile tufo
verde, la dura e pesante pietra lavica o la nera lava dell'"Arso" per le pareti, il
leggero lapillo vulcanico per i pavimenti e le
coperture.
In particolare quest'ultimo materiale - la cui presenza è abbondante
su Ischia - veniva usato così com'è per fare da
riempimento oppure schiacciato
e mescolato alla bianca calce per ottenere un corpo omogeneo e leggero,
con elevate caratteristiche di traspirazione e isolamento
termico. La costruzione
di una casa aveva inizio dalle pareti che venivano
realizzate con pietra legata a calce (per uno spessore di
80-100 cm) fino all'altezza di 190 - 220 cm. Da questo punto
in poi si procedeva alla costruzione del tetto in fasi diverse:
all'inizio l'interno della struttura era riempita con fascine abbozzando una
forma a cupola; sulle fascine
si gettava lapillo e calce e successivamente un gruppo di uomini,
armati di mazze e disposti a cerchio, iniziava a schiacciare la materia
procurando al tetto la caratteristica forma a cupola
centrale. Successivamente, ad opera asciugata, si procedeva
alla sottrazione delle fascine dall'interno del locale. La
costruzione veniva spesso salutata con un banchetto cui
partecipavano i muratori e tutti coloro che avevano fornito
il proprio contributo; per dolce era immancabile un cesto
colmo di zeppole fritte.
La riproduzione in forma allegorica di questo
metodo costruttivo è "'a vattuta 'e l'asteco" ("la battuta del
lastrico"),
danza popolare eseguita a Buonopane (Barano) insieme alla
più famosa " 'Ndrezzata ".
Le moderne tecniche
edilizie e la mancata tutela degli antichi
edifici isolani, hanno prodotto la trasformazione e la progressiva scomparsa di
queste costruzioni. Possiamo immaginare quale ulteriore
bellezza e tipicità avrebbero oggi i borghi dell'isola
d'Ischia se le case col tetto a botte, ancora molto diffuse fino
alla fine degli anni '70, avessero ricevuto un
adeguato trattamento di recupero e conservazione.
Paranza Barche da pesca, in origine a vela
e con un solo albero, oggi a motore, con un
equipaggio formato di solito da due persone,
praticano la pesca con le reti a strascico e
prima della diffusione dei divergenti tiravano la
rete in coppia, da cui il nome di paranza, cioè
di barche che procedevano "a paro"
anche se alcuni ritengono che il termine paranza
derivi dal "paio" di persone
dell'equipaggio.
Parracina Con questo termine si indica la
parete realizzata a secco incastrando le pietre
ritrovate sul posto alla rinfusa, durante la
pulizia del terreno per renderlo adatto alla coltivazione o
ottenute spaccando i massi più grossi. La parracina serve
come
delimitazione di confine e, all'interno della
medesima proprietà, è necessaria per la
realizzazione dei terrazzamenti necessari per coltivare lungo i
fianchi delle colline. In alcune zone di Ischia la parracina assume anche una funzione
antivento. Questo muro a secco presenta delle qualità che al
giorno d'oggi si perdono nell'edilizia che
preferisce muri in cemento armato: con questa
parete a secco si ha la traspirazione del terreno
ed un drenaggio efficace poiché le piogge
scorrono senza dilavare e trasportano verso valle
solo i detriti più fini che concorrono alla
formazione delle spiagge; al contempo il
sottosuolo si mantiene relativamente asciutto,
favorendo una sana crescita delle radici degli
alberi.
Negli
spazi tra una pietra e l'altra piante di capperi ed i
"palieri", un erba di cui i conigli selvatici e
domestici si cibano con piacere. La parracina sembra dunque un
semplice muro dell'architettura rurale, tuttavia è un
componente importante dell'habitat di flora e fauna della
macchia mediterranea e fa parte delle nostre esperienze. La
sua progressiva sostituzione con
pareti in cemento priva noi stessi e la natura di
un componente importante.
Piennolo
(pomodoro da)
Il metodo di conservazione all'aria dei
pomodorini tondi che al termine del
raccolto vengono riuniti in un grappolo
abbastanza consistente (in genere del
peso di 3 - 5 kg) che viene sospeso in un
luogo ventilato ed asciutto, di solito un
arco prospicente l'abitazione di
campagna. Dalla forma di pendolo deriva
la parola "piennolo". Con
questo metodo i pomodorini (detti per
questa loro dimensione
"pummarulell" ossia piccoli pomodori) si conservano
per alcuni mesi e quindi si adattano alla
cucina che richiede appunto il pomodorino
fresco.
Totano
Il totano è un calamaro nostrano, un robusto mollusco che si
pesca durante le serate estive con le lampare, barche dotate
di un lampioncino che dirige il fascio di luce verso il fondo
del mare. I totani sono attratti dalla luce, ma soprattutto
dal pezzo di grasso che viene fissato alla "totanara",
una sorta di ombrello rovesciato fatto di ami. La pesca a
totani è molto amata dai dilettanti e spesso è una delle
tappe proposte da chi fa il pescaturismo, in una cornice
davvero affascinante con il mare nerissimo (la pesca si fa
quando non c'è luna) ed il cielo stellato. Il totano è uno dei
componenti della gastronomia marinara.
Vedi anche ricette.
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