Nazzareno, la biografia


Accanto ad uno dei suoi quadri che ritrae uno scorcio del Golfo di Napoli visto da Mergellina

Nazzareno Spurio nasce a Napoli il 3 febbraio del 1921 in una famiglia numerosa da Luigi Spurio (Venarotta, Ascoli Piceno) e Maria Minieri (Napoli) nel quartiere Porto.
Da piccolo era molto portato al disegno e crescendo si appassionò alla pittura. 
Condivise la tragedia della seconda Guerra Mondiale sul suolo della Jugoslavia (Zagabria) e dopo l'8 settembre, a seguito dello sbando delle truppe italiane, raggiunse la sua città natale percorrendo a piedi in 23 giorni l'intera distanza insieme a due compagni con il solo aiuto dei contadini.
Nel dopoguerra si impiegò in una casa di spedizioni internazionali facendo funzioni di procuratore e spedizioniere doganale. 
Nazzareno era portato a dipinti raffiguranti paesaggi e natura morta e questi sono i soggetti che ha sempre prediletto, numerosi i suoi schizzi di famose navi come il Cristoforo Colombo, l'Andrea Doria, il Raffaello ed il Michelangelo.
Sposato e padre affettuoso di tre figli, Nazzareno ha sempre trasmesso gioia a parenti e amici, anche nei momenti più difficili. Sua moglie, Di Massa Carrmela, era originaria dell'isola d'Ischia e per questo la famiglia soggiornava sull'isola ogni estate. Ischia era molto amata da Nazzareno.
Nei vicoli di Napoli conobbe l'artista russo - francese Vladimir J.J. Lacas il quale amava molto dipingere le forme architettoniche degli edifici del centro di Napoli, i vicoli e le figure umane che li animano. Nel corso di questo incontro, Nazzareno ha migliorato la propria tecnica, seguendo i suggerimenti dell'amico artista, al punto che l'incontro con Vladimir gli ha lasciato un ricordo indelebile.
Negli anni '70 partecipò ad una mostra di pittura a Barano d'Ischia. Un'esperienza che lo ha fatto confrontare con altri artisti. 
Amava molto la musica e tra i suoi preferiti vi era Louis Armstrong (lo definiva "il mio amico") ed il brano "What a Wonderful World".


Vicolo di Napoli


Motonave Cristoforo Colombo a Napoli


Motonave Andrea Doria a Napoli


Via San Bartolomeo 59 nei pressi del porto di Napoli


Nazzareno quando non dipingeva più,
 prima dell'intervento alla cataratta.



L'ultimo disegno, 13 febbraio 2007

Nella tarda età non dipingeva più, lo spirito dell'artista era sempre vivo in lui ma il corpo non lo consentiva; come a tutti gli artisti, la pittura rimane sempre nel cuore di chi la amata.
Quando ormai era a letto a causa degli acciacchi dell'età (cardiopatico portatore di pace-maker, operato di cataratta), Umberto gli chiese cosa desiderasse alla sua prossima visita e lui rispose "portami i colori", proprio come un bambino chiede al papà e alla mamma una confezione di colori.
Si riferiva sia ai colori ad olio sia ai pennarelli che usava per fare schizzi e per disegnare con i nipotini.
Conservava i pennarelli in una vaschetta di plastica di quelle usate per i gelati. 

Il figlio Umberto lo invitò a scegliere dalla scatola un pennarello e  Nazzareno ne prese uno di colore arancione, ma senza molta convizione ("non sono più capace", disse) ma l'istinto del disegnare era ancora più forte e inizio a tracciare, con tratto incerto e mano tremante, una sagoma umana  mentre Umberto gli reggeva il foglio seduto accanto a lui sul letto.
E' stato l'ultimo schizzo non completato per la stanchezza. 

Il giorno 5 marzo dell'anno 2007, alle ore 15 circa, Nazzareno smette di respirare in una camera dell'Ospedale San Paolo di Napoli, dove venne ricoverato a seguito di un peggioramento delle condizioni di salute (blocco renale).
Prima di lasciare questa terra é stato circondato dall'affetto dei suoi cari ai quali ha donato tanto. Pur nella consapevolezza che il suo ciclo di vita si era esaurito rimane un vuoto incolmabile. 

Questo sito è un omaggio del figlio Umberto alla sua simpatia, alla sua disponibilità umana, alla sua umiltà condita da una sottile ironia. Per lui Nazzareno é stato un grande amico oltre che un padre.

Ciao Nazzareno !